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Non ricordo quando sono diventata grande, ricordo quando ero piccola e come tanti bimbi, avevo i miei cartoni preferiti.

Chi non ha mai guardato Pippi Calzelunghe?

Oggi che sono grande e faccio discorsi con i grandi, sento spesso dire che Pippi è diseducativa!!! Sorrido come una grande e dentro mi ammazzo dalle risate come farebbe Pippi! Io sono grande e conduco una vita all’insegna delle buone maniere, delle responsabilità, a volte pure troppe!! Ma poi a parte i miei deliri da brava ragazza ci tengo a sottolineare che io sceglierei Pippi tutta la vita! 😉

C’ è stato un momento, quando credo di essermi accorta di essere diventata grande, che ho pensato di leggere Astrid Lindgren. E’ stata una scrittrice svedese, autrice di libri per bambini. Questa donna, per caso, su richiesta del figlio che pronunciò un nome alquanto particolare, Pippi calzelunghe, cominciò a narrargli delle storie altrettanto fuori dal comune. Ogni sera un’avventura diversa. Astrid stenografò tutto il manoscritto e successivamente lo regalò a sua figlia per il suo decimo compleanno. Udite udite, Pippi viene pubblicato nel 1945 e viene tradotto in 70 lingue, dall’arabo allo zulù! Già la vedo Pippi che ride buffamente quando certi grandi dicono di lei che sia diseducativa! Io il libro di Pippi l’ ho comprato e divorato.

Oggi mi vanto di averne comprato anche un’edizione che ne porta il numero come esemplare e non come copia! Ce ne sono in circolazione 300 e non so se rendo l’idea!! Pippi calzelunghe per tutta la vita!

I LOVE PIPPICALZELUNGHE!!

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Avete mai desiderato di essere qualcun’altro o di sentirvi quasi come quel qualcun’altro?

Io si!

Quasi mi sarei cambiata pure il nome! 😉

« Io sono sola, proprio sola, con le spalle al muro pronta a lottare contro il resto del mondo. E mi viene quasi male quando ci penso. Caccio via il cattivo pensiero e continuo nella mia finzione ».

Adoro il personaggio di queste parole, adoro la sua storia, ma più di ogni altra cosa adoro lei e il suo essere Judy Abbot! Da bambina amavo quel cartone e diventando grande ho deciso di vedere il film uscito nel 1955 con Fred Astaire. Stupenda pellicola in bianco e nero. Ma il mio cuore è di quel personaggio “lungo” come lo definisco io che non è altro che l’immagine ricorrente del libro. Ovviamente ho letto anche quello, e sapete quando è uscito? Nel 1912 scritto da Jean Webster. Ora dico: ma si può mai diventare grandi come certi soggetti intendono?

Io non so se ho mai mutato quest’ evoluzione.. tutto sommato dice bene Pirandello quando dice: Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”.

Jojò

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